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Storie erotiche 4: “In estasi da tortura”

estasi

Caro diario, non puoi nemmeno immaginare cosa mi è capitato ieri sera. Dopo esser stata al cinema con le solite amiche, mi è venuta voglia bere qualcosa. Appena sono entrata nel locale, un uomo affascinate si è avvicinato e con disinvoltura ha attaccato bottone. Era un bell’uomo sulla quarantina, capelli brizzolati occhi chiari. Lineamenti delicati. Molto elegante e raffinato. Ha subito attirato la mia attenzione. Dopo esserci conosciuti un po’ meglio, ci siamo seduti a un tavolino assieme e mi ha offerto da bere. Ho aspettato al tavolo che mi portasse il drink che avevo ordinato e abbiamo feltrato e bevuto divertendoci molto. Poco dopo ho avvertito un gran sonnolenza, e senza immaginare cosa mi stesse per accadere, ho salutato il mio romantico cavaliere e sono uscita. Sentendo la testa pesante mi sono appoggiata al muro e probabilmente mi sono addormentata. Non so quanto tempo sia passato ma quando ho riaperto gli occhi. Mi sono ritrovata completamente nuda in un posto buio e umido. Le mie mani erano legate a due pali una alla mia destra e uno alla mia sinistra. Le gambe poiché ero sdraiata, su non so cosa a dire il vero, erano alzate e aperte legate anche queste con delle catene a dei grossi tubi di ferro. Crocefissa a gambe aperte, non sapevo cosa mi fosse successo fino a quel momento. La mia bocca era aperta, ma non potevo urlare perché ero stata imbavagliata, con non so cosa. Riprendendomi sempre di più ho visto che il mio carnefice stava aspettando, guardandomi seduto su una poltrona difronte a me. Completamente nudo e con il cazzo già duro si è avvicinato e prendendo un grosso vibratore ha iniziato a secco a sfondarmi il culo. All’inizio era dolorosa ma dopo un po’ ho cominciato a sentire piacere, a godere davvero. La sua lingua mi leccava e succhiava il clitoride mentre quel coso era dentro di me. Lasciandolo dentro lui mi ha penetrata con il suo grosso cazzo e mi montava con passione schiaffeggiandomi e tenendomi stretta per il collo. Con violenza ha approfittato di me, ma devo ammettere che la cosa mi piaceva tantissimo. Cercavo di liberarmi e di trattenermi ma in realtà avrei voluto gridare e lasciami andare completamente per farmi sbattere a dovere. Gemevo, sempre più forte, sentivo il mio corpo tremare sempre con più insistenza e quando lui ha tirato fuori da me il suo cazzo, io ho spruzzato un liquido caldo ovunque con un getto potentissimo. Un orgasmo come quello non l’ho mai provato prima, lui dopo avermi infilato tutta la mano dentro, continuava a farmi venire ridendo e bevendo la mia pioggia dorata. Mi ha girata di schiena e legato insieme i polsi per tenermi stretta con le gambe aperte mi ha inculata con violenza frustandomi la schiena e insultandomi. Io ero in estasi il dolore mescolato agli orgasmi così intensi, mi faceva quasi perdere i sensi. Colpo dopo colpo ormai non ero una vittima consenziente che non desiderava altro se non superare ogni limite. Dopo aver bagnato, tutto il suo corpo mi ha slegata e messa in ginocchio, per poi schiaffeggiarmi con il suo cazzo e tenendomi per i capelli mi ha spinto in gola il suo membro fino alle palle. Lo tirava fuori tutto per poi sbatterlo di nuovo dentro con forza. Ingoiavo la mia saliva e il suo piacere. Poi ho sentito il suo cazzo pulsare nella mia gola e ha schizzato un liquido gelatinoso anche su tutta la mia faccia facendomi colare il trucco e sporcando anche i capelli. Stremata e sporca mi ha caricata in macchina ancora nuda e chiedendomi l’indirizzo mi ha riaccompagnato a casa in silenzio.

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